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    PAGLIACCIATE E TRADIMENTI NAZIONALI

    Avvicinare i bambini al calcio, portare le famiglie allo stadio, riservare i settori ospiti alle scuole (tanto ormai le trasferte saranno roba da clandestini, come bere whisky durante il proibizionismo).
    Il rosario dei geni della comunicazione cialtrona ne conosce tante altre di litanie. Politici, dirigenti di Federazione e di società di calcio, giornalisti, calciatori, buffoni di corte, nani e saltimbanchi, tutti a cantare la loro Messa stonata.
    E poi c’è Modena. L’occasione per piazzare davanti agli occhi di tutti il buonismo nazionale. L’evento che può cambiare la storia del tifo in Italia. Gioca la nazionale.
    Gli orgoglioni del nostro ‘Paese delle meraviglie’ (a proposito l’avete letto Il Paese delle meraviglie di Giuseppe Culicchia? Male. Fareste bene a leggerlo) schierati a salmodiare.
    La Federazione Italiana Giuoco Calcio invia un comunicato alle scuole calcio di Modena invitando i bambini a partecipare a una splendida iniziativa targata FIGC e Comune di Modena: una partitella tra bambini delle varie Scuole Calcio e poi, via a incontrare gli Azzurri, quelli che si conoscono solo per figurina e per televisione. Finalmente un po’ di spazio a della sana idolatria infantile.
    Se si può credere a Babbo Natale, perché si deve limitare la fantasia? Eppoi lo dicono la FIGC e il Comune? Gente seria. Che lavora per noi e per il calcio. Immaginiamo la gioia dei più piccoli.
    Penso alla gioia che io, bambino, avrei avuto a incontrare i vari Zoff, Chinaglia, Scirea, chi volete voi; io mi sarei accontentato di Scorsa, Perico e Anzivino dell’Ascoli.
    Insomma i bimbi saltano la scuola, tra l’invidia dei loro compagni e dei loro papà, e si preparano per la venuta messianica dei loro eroi. Zainetti, bandiere e, immancabili, quaderno e penna per i sacri autografi. Non saranno Pelè e George Best, però qualcuno un mondiale l’ha persino vinto...
    Arrivano tutti i bambini, si fanno le squadre e i piccoli campioncini iniziano a rincorrersi sul campo pensando a quanto li attende. Per un paio d’ore con una temperatura piuttosto rigida i bimbi sgambettano felici; poi, vuoi un po’ di stanchezza, vuoi un po’ l’euforia per quello che li attente, cominciano a interrogarsi delusi. Ma su, bimbi di poca fede! Non vi fidate della FIGC e del Comune, eh? Ah, piccoli terroristi eversivi e blablabla del futuro. Mica sarete degli ultras un po’ bassi che hanno fatto uno scherzo? Guardate che c’è Abete, le brutte figure non si possono fare.
    No, Abete non è l’albero di Natale. Come Spaccarotella e la Polizia Stradale di Battifolle non sono nomi usciti da una fiaba di Rodari. Da grandi capirete, ma adesso siete bambini e reclamate i vostri beniamini. Giusto! E dove sono? Alle 17, o giù di lì, arriva il loro pullman; centinaia di bimbi festanti lo accolgono. Peccato per i vetri oscurati, altrimenti i bimbi avrebbero visto tanti calciatori, tutti uguali, che guardavano da un’altra parte perché a loro dei bimbi che li adorano non interessa tanto. E allora un dirigente della Federcalcio, visto il numero imponente delle persone in attesa, (com’era normale che succedesse giacché i bimbi erano stati inviatati a una festa), per la sicurezza dei giocatori, decide di non farli scendere dal pullman e di portarli direttamente allo stadio.
    Immaginiamo ancora la delusione dei bimbi.
    Ma da ragazzi tutto si supera facilmente, basta caricare le pile dell’entusiasmo con qualche altra manfrina che si dimenticano tutto: freddo, stanchezza e delusione. Non è con questi tre ingredienti che si condisce il quadernetto con le firme autografe dei campioni. Perché i bambini sono logici. Li vedono grandi, i grandi sanno leggere e scrivere, quindi anche loro, i Campioni del Mondo, una firmetta la sapranno fare... Chissà.
    Arriva la notizia: tutti i bambini accompagnati dagli allenatori possono entrare nello stadio per incontrare di persona i calciatori. Nella ressa dello stadio i bimbi si fanno cullare dalle onde del loro entusiasmo e si piazzano sulle tribune conciati da coreografia.
    E cosa vedono? I calciatori che fanno il riscaldamento in campo. Finalmente!
    Centinaia di vocine li chiamano, li invocano, li supplicano. Urlano, cantano, insistono. Vogliono almeno un saluto, tanto dopo, non sanno quando ma dopo di sicuro, li incontreranno, l’hanno detto la Federcalcio e il Comune di Modena. Quelli di prima, gente seria...
    Ma si sa, i nostri campioni sono sempre così concentrati! Solo voi, miseri bambini, non lo sapete.
    E allora, quel saluto dal centro del campo, che dopo tanti strilli, avete ricevuto con nemmeno troppo convinta passione, fatevelo bastare, perché per la Federazione Italiana Giuoco Calcio e per il Comune di Modena voi siete a posto. I calciatori li avete visti (da lontano) e siete stati salutati (da lontano). Siete stati illusi, vi sentite delusi? Colpa vostra e degli ultras che vi mettono in testa strane idee.
    Gli autografi? Ah, tranquilli, sono analfabeti.
    E adesso seduti, altrimenti vi beccate il daspo e lo stadio ve lo scordate per i prossimi mille anni.
    Non dite che non siete stati avvertiti...

    MIIINKIA PALEEEEMMO

    E dopo tutte le cazzate che si sono inventati,
    si è ritornati allo stadio....
    Lo sciopero del tifo a me sta molto sulle palle,
    anche se questa volta era giusto e
    non si poteva fare altrimenti,ma guarda caso
    quei pinguini che non cantano mai ieri pensavano
    di essere a s.remo e han provato a fare qualche coro
    in modo ridicolo,e ci hanno anche fischiato
    a noi della curva per come ci stavamo comportando,
    cioè solo qualche coro per Gabriele tipo 5/6volte
    in tutta la serata....
    Volevo salutare il giubbino di peppino per la brutta fine
    che gli ho fatto fare,e tutti quelli che hanno avuto il coraggio
    di "vedere" la partita vicino a me...
    Ora basta scrivere ho tolto un dente e mi fa' anche un po' male,
    sabato sera il settore ospiti a s.siro contro il milan sara' chiuso,
    e quindi niente ultras...secondo loro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    CIAO Nè!

     

    THE SHOW MUST GO ON...

    Ma siamo propio sicuri che bisogna andare avanti?
    Oggi in tutti gli stadi italiani ci sara' lo sciopero del tifo,
    e questa notizia non puo' che rendere felici
    i benpensanti italiani che son contro di NOI...
    Regalano i biglietti ai bambini,
    ci rinnegano come se NOI non serviamo alla squadra...
    Vi aspettiamo quando magari una squadra fara' cagare,
    e a chi si rivolgera' la societa'???
    Chiederanno l'aiuto del pubblico, ma i bambini
    non ci saranno
    perchè magari al lunedi' vanno a scuola,
    e non possono prendere 5/6ore di freddo,
    (quando si gioca in casa) 
    dovranno pur studiare, e poi i costi????
    Cosa fanno ad ogni partita regalano i biglietti???
    Io mi domando perchè in Italia 
    si riesce sempre a dire e fare cazzate?
    Qui siamo arrivati al punto che lo stato spara
    e la colpa è degli ULTRAS!!!
    Ma si rendono conto oppure no?
    Che poi anche tra di NOI ci sia gente da eliminare
    sono il primo ad ammetterlo,perchè disfare una macchina
    parcheggiata è solo vandalismo
    che non ha niente a che vedere con la
    MENTALITA' ULTRA',
    siamo arrivati al punto che ormai ogni pirla
    che compra una magliettina
    piuttosto che una felpa o un cappellino di un gruppo
    si senta un ULTRAS,e questo non va bene!
    Ora vado,(sono le 11.30) la partita è stasera alle 20.30,
    un orario giusto per giocare a Torino il 25 novembre
    e per portare i bambini allo stadio.....
    ANDATE A CAGARE!!!!
    CIAO Nè!

    ODIO ETERNO AL CALCIO MODERNO

    TORNA IL CAMPIONATO

    Torna il campionato.
    E tutti a bocca aperta ad aspettare i gol delle nostre squadre del cuore, le previsioni di Maurizio Mosca e le pose intriganti di Elisabetta Canalis. Le pose e tutto il resto che mette in posa. Non quello che dice, che è assolutamente inutile in un’economia di calcio giocato. Ma è calcio quello che ci propinano?
    È calcio quello che come beoti ci sciroppiamo la domenica e tutti gli altri giorni tra anticipi e posticipi e gare rimandate e da recuperare?
    Sono convinto che questo non è più calcio.
    È un grande baraccone, una macchina che fabbrica denaro, plusvalenze, Borsa, azioni, pagliacci, veline, presidenti moralizzatori, giocatori che si lamentano per la troppa ricchezza, che non mettono un lutto al braccio perché non conoscono personalmente il tifoso che è morto (vero Seedorf? Vergogna!), insomma un circo che con il calcio non ha nulla a che vedere.
    E il discorso vale anche per la violenza, la giustificazione che le parrucche istituzionali trovano facilmente per tenere in naftalina il vero calcio popolare e riempire le nostre domeniche di surrogati al vago sapore di football.
    Una violenza inutile, dannosa, perniciosa che alimenta solo benpensanti e giornalisti, che altrimenti dovrebbero imparare a scrivere di qualche argomento per portarsi un po’ di pane a casa.
    Il calcio così è destinato a morire. Ora ha un male che sembra incurabile.
    E il male profondo è il sistema che ruota al calcio. Tutti compresi, nessuno escluso.
    Che possiamo fare noi nostalgici del Beautiful Game?
    Forse è il momento di far capire che non siamo più così pronti a subire passivamente l’insipido prodotto che vogliono venderci, possibilmente tenendoci ben ancorati alle pay tv e alle poltrone di casa nostra, tra una trasferta vietata, una curva chiusa e le loro chiacchiere logoranti e logorroiche su calcio, ultras, polizia, violenza, diffide e terrorismo.
    Quanti di noi amano davvero il calcio?
    Ecco, riflettiamo sul nostro amore per il calcio. Pensiamo bene dove nasce, come nasce e cosa significa per noi.
    Pensiamo alle domeniche allo stadio quando non esistevano le dirette televisive; teniamo a mente i programmi che santificavano le nostre domeniche: Tutto il calcio minuto per minuto, Novantesimo Minuto, Domenica Sprint, Dribbling. Servizi, gol e poche chiacchiere.
    E che dire dei calciatori di una volta che avevano una vita normale, una moglie normale, i figli con i nomi normali? Nessun divismo generalizzato e diffuso, qualche giocatore bizzarro, diverso dagli altri. Gli altri, veri e propri operai del pallone. Chi seguiva la moda portava i capelli un po’ lunghetti, vestiva con i primi capi firmati, Zigoni portava la pelliccia come George Best. Ma tutti andavano in ritiro per fare amicizia con i compagni di squadra, non per isolarsi con cellulari, i-pod e playstation.
    Pensiamo alle migliaia di radioline accese; ai mariti indaffarati a portare a spasso il cane (che avrebbero volentieri abbandonato in autostrada) o impegnati ad accompagnare le mogli (stesso destino del cane, anzi quasi quasi meglio il cane) a fare le passeggiate con le prime cuffiette piccole, infilate – in maniera disinvolta dentro all’orecchio quello più distante dal lato della moglie – e le loro improvvise grida di gioia con le mogli che fuggivano in macchina; la corsa a casa per vedere la telecronaca di un tempo di una partita a sorpresa quando già si sapeva il risultato. E il Subbuteo, il calciobalilla al baretto sotto casa, le sfide interminabili e le Figurine Panini. Il vero oro di noi bambini. E dei nostri genitori che cercavano di farcele attaccare dritte solo perché poi l’album lo tenevano loro. Per sfogliarlo quando noi bambini dormivamo sognando partite impossibili.
    Tutto questo è sparito. Tutto questo era il calcio.
    Ma siccome il calcio è sempre stato prima di ogni cosa l’amore dei tifosi verso la propria squadra del cuore, pensiamoci. Pensiamo a chi dedichiamo il nostro amore...
    ODIO
    ETERNO
    AL CALCIO
    MODERNO!!!

    LA LEGGE

    LO STATO ITALIANO
    HA UNA LEGGE...
    UNA LEGGE CHE DICE COSI'...
    SE TROVI UN ULTRA'
    PER STRADA
    ARRESTALO PORTALO QUI...
    MA UNA VOLTA ARRIVATO
    IN QUESTURA
    LO SBIRRO PAGARE DOVRA'...
    NESSUNO HA COMMESSO REATO
    SI TRATTA DI
    MENTALITA'
    ULTRA'
    LA LEGGE NON CI FA' PAURA
    LO STATO NON CI FERMERA'
    INFATTI NOI NON CI FERMIAMO
    LA VITA DELL'ULTRA' SI SA'
    CONOSCE SOLTANTO
    DUE LEGGI
    ONORE
    &
    MENTALITA'
     

    POVERA ITALIA

    Sul sito ASRULTRAS un'intervento che merita di essere comunque letto, e che vogliamo condividere con voi, purtroppo anonimo..

    No, non lo sapete. Non lo sapete perché ieri pomeriggio e ieri sera è successo quello che è successo. Ed è proprio questo il motivo per cui succede e continuerà a succedere. Per la distanza che da trent’anni ci separa. Una giusta distanza. Tutti scrivete, tutti sapevate, tutti avete opinioni e soluzioni. Ma nessuno capisce che in realtà è la distanza che determina questo stato delle cose. Una distanza sempre uguale, da sempre, da Furlan a Sandri, da Colombi a Raciti. Ma quale caccia al poliziotto..ma quale l’agente voleva fermare la rissa..ma quale complotto al derby sospeso. Non è colpa di nessuno se in questo paese l’abitudine all’impunità è diventata assuefazione. E chi non si assuefa, per volontà, per mancanza di strumenti o per il rifiuto di strumenti, che ad altro non servono che a sopportare, fa quello che fa. Reagisce. Agisce. Sbaglia. Fa bene. Fa male. Ma fa. Sappiamo tutti che quell’agente non pagherà. Ci hanno abituato a questo. Ci hanno abituato nei secoli. Ma anche recentemente. E non pagherà perché la tensione che si è inevitabilmente alzata verrà usata(di fatto già lo è) per pareggiare il danno. Ma il danno culturale, la frattura..la distanza non è così che si ripara. Così si afferma. Si sentenzia. Si scolpisce dentro le persone, nella loro vita quotidiana, nei pensieri, nei gesti e nello strato più profondo dell’animo. La distanza. Giusta perché ancora una volta nessuno ammette, nessuno si dimette, nessuno è e sarà vero nella verità delle cose. Nessuno ha sparato come conseguenza di uno scontro tra ultras. A uccidere Raciti non è stato il diciassettenne. Il bambino morto al derby è stato creduto possibile da 70.000 persone perché 70.000 persone erano testimoni dalle 18 di quel pomeriggio della violenza dei reparti della finanza attorno allo stadio olimpico. La distanza la mettono i pomeriggi domenicali con le loro discussioni sull’accaduto affidate a Moggi e Belpietro. Condannano l’odio. Loro, che di odio sono maestri nelle rispettive vite professionali. La giusta distanza la mettevano gli opinionisti Biscardiani che se le davano peggio che in qualsiasi autogrill dell’A1 e che oggi scrivono editoriali condannando ieri pomeriggio e ieri sera. Pareggia. Pareggia il danno. Sandri è morto come un qualsiasi pischello Napoletano che senza casco sul motorino a 14 anni viene sparato alle spalle perché non si ferma ad un controllo di polizia. Sandri è morto come un qualsiasi operaio pagato in nero che casca da un ponteggio di otto metri. E’ morto in un modo assurdo e ingiusto. E’ la paura che questa morte resti tale a mandarti fuori di testa. Perché è POSSIBILE che resti tale. Possibilissimo in questa società civile dove quattro cazzotti o venti minuti, o un’ora di tafferugli contemplano spari in faccia mentre migliaia di famiglie rovinate da un crack finanziario possono andare a fare in culo. Loro. E non chi li ha ridotti così. Questo è quello in cui le giovani leve crescono e senza accorgersene incamerano. Questa è l’acqua che bevono. La carne che mangiano. I sogni che non sognano. Questo è quello in cui i più adulti cercano di galleggiare. E’ questo il nostro paese di cui si canta l’inno. In cui uno che si dopa in tv vince il pallone d’oro ed è chiamato a testimone dei valori dello sport.
    La distanza ce la teniamo. A questo punto la pretendiamo. In lei ci riconosciamo, la difendiamo. Ci saranno sempre due verità nello stato delle cose. La nostra la sappiamo. La sapremo sempre e sempre la cavalcheremo. Senza sosta, senza tregua. Non curandoci delle “leggi del branco” con cui cercano di incasellarci in sondaggi e programmi tv o affibbiando stemmi di partito o appartenenze terroristiche. Che dicano, che scrivano, che reprimano. Biglie, sassi, punteruoli. Era un ragazzo buono e gentile. E se fosse stato cattivo? Faceva differenza? Doveva morire con tre, quattro botte invece che una? Una morte insegna sempre. Per questo il modo migliore di ricordare Gabriele è dicendogli grazie anche se non si conosceva. Grazie perché molti da ieri saranno persone migliori. Lontano adesso. Distanti. Giustamente distanti. E lui è qui dalla parte nostra.
    E’ loro il disagio sociale. Soltanto loro regà.

    image

    VOLA AQUILA NEL CIELO

     
       

    DEMOCRAZIA O REGIME???

    La domanda nasce spontanea,
    dato che  si stanno inventando
    1000 storie sempre e solo contro di NOI???
    Il fatto è semplice, un puffo ha sparato
    volontariamente contro una macchina da
    una parte all'altra dell'autostrada,
    ha colpito un ragazzo che dormiva
    dopo una nottata di lavoro,e che stava andando
    da Roma  a Milano per seguire la sua fede,
    incensurato, senza nessun problema di droga o altri cazzi,
    insomma un ragazzo a posto,
    invece dove puntano il dito tutti:
    ULTRAS =DELINQUENZA
    AVETE ROTTO IL CAZZO!!!
    Anche perchè in quella macchina poteva esserci chiunque
    per qualunque motivo,
    non so' una famiglia in gita domenicale,
    piuttosto che un autista fermo per una sosta,
    e in tal caso cosa cazzo s'inventavano???
    Mi domando siamo una democrazia o un regime
    dove tutto viene deciso dallo stato,
    il problema è serio, che tra gli ULTRAS  non
    ci siano solo angioletti è vero,
    ma a me è stato insegnato che torto e ragione
    sono sempre divisibili, magari non in parti uguali,
    ma comunque divisibili!
    Qui NON é COSI', la colpa è sempre e solo da una parte,
    almeno cosi' fanno credere,
    e questo è quello che crede
    la gente che non ha mai messo piede in uno stadio
    e tantomeno ha mai fatto una trasferta,
    la gente non si rende conto che il problema è sociale,
    adesso gli ULTRAS son indagati per terrorismo,
    ma allora BIN LADEN SADDAM
    e compagnia cosa sono??????
    Gente ricordarsi che:"
    QUANDO PERDIAMO IL DIRITTO
    DI ESSERE DIVERSI.....
    PERDIAMO IL DIRITTO
    DI ESSERE UGUALI!!!!!!!
     
    CIAO Nè!
     
     
    son nato ultras
    e ultras moriro'
     

    CIAO "GABBO"

    http://img230.imageshack.us/img230/6350/ilnssilenziola5.jpg

    GRANDUCATO DEL CULATELLO

    Domani andiamo nel granducato del culatello,
    Peppino non sara' dei nostri
    perchè è una testa di cazzo,
    Masi nemmeno perchè ULTRAS si nasce
    e lui lo naque....
    3anni son lunghi,ma non dobbiamo mollare!!!
    Coi parmensi i rapporti sono pessimi,
    il 6 gennaio 2005 è ancora negli occhi di tutti,
    ma finalmente tra qualche mese il
    GRUPPO ritornera' allo splendore
    che era  prima di quel giorno....
    ULTRAS LIBERI...
    LIBERI DI VIVERE
    ULTRAS!!!!!
    CIAO Nè!
     

    DICA TRENTATRE'

     
    IO OGGI LO CANTO
    TANTI AUGURI
    ALESSANDRO
    TANTI AUGURI
    ALESSANDRO A TE...
    TANTI AUGURI
    ALESSANDRO A TE...
    TANTI AUGURI
    ALESSANDRO A TE...
     
     
     
     
    BUON COMPLEANNO
    MIO CAPITANO!!!!!!
     
     
     

    UNO DI MENO




    La sequenza fotografica del fallo di Nedved su Figo
     
     
     
     

    La sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su FigoLa sequenza fotografica del fallo di Nedved su Figo

     
     
     
     
     
     
    Avrei preferito vedere lo zingaro-bastardo
    uscire da Torino in barella,
    vabbè mi accontento uno vale l'altro...
     
     
    CIAO Nè!
     
     
     
    ps:ROSY guardati i blog degli interTRISTI....
     
     
     

    SE VINCI SE PERDI POI STAI SICURA CHE...PRENDO LA SCIARPA CORRO DA TE

    C'è da dire che NOI ci siamo sempre,
    pioggia,sole,giorno,notte in A oppure in B,
    quando scedono in campo quelle
    11 maglie bianconere,
    cuore grinta e umilta' sono sia in campo
    che fra gli ultra'....
    Ieri fuori dallo stadio NOI c'eravamo tutti,
    anche i ragazzi della SUD, tutti li'
    in attesa che quelle merde per una volta
    facevano gli ultras davvero,e invece niente!!!!
    Si son dati appuntamento con i puffi tramite
    "GAZZETTA DELLO SPORT",e poi basta,
    non si son fatti vedere:PAGLIACCI!!!!
    Dentro lo stadio hanno appeso 4 tovaglie
    a comporre la scritta  "C N 69",
    ma che cazzo vuol dire? O porti lo striscione
    o non metti un cazzo,per non parlare poi
    del loro tifo:
    mentre vincevano mani alzate e tarantelle,
    appena noi abbiam pareggiato son tornati ad essere
    il cimitero che li ha resi famosi......
    NOI ci siam comportati a dovere,
    in fondo Torino non è Baghdad,e noi non siamo
    napoletani,pero'' coreografie e tifo son stati all'altezza,
    persino da casa hanno imparato
    i cori contro lo zingaro!
    Un grazie speciale ai ragazzi in campo
    per essersi dannati fino all'ultimo per onorare la
    NOSTRA MAGLIA,vi vogliamo cosi'!!!!!!
    Domenica si va' nel granducato del culatello,
    ricordo ancora 6-1-2005:
    parmigiano lo sai vero???????
     
     
     
    CIAO Nè!
     
     
    PS:MICHAEL, APPENA SI RIPRENDE
    LA DIGITALE METTO LE FOTO
    DI NAPOLI EMPOLI e INTER...
     
      

    JUVE-INTER


    Arrivano a Torino
    le Merde con la "M" maiuscola,
    perchè piu' merde di cosi' non si puo'...
    Sulla loro pseudotifoseria ho gia' detto ieri,
    vediamo un po' la squadra campione di sto' cazzo
    che rosa ha allestito:
    -la prima cosa che si nota  è un numero
      spropositato di stranieri quando l'Italia è
      campione del mondo... SCEMI!
    -poi l'allenatore, mancini una delle persone piu' odiate
      da tutte le tifoserie,
      (SAMP,VIOLA,LAZIO,MILAN,JUVE,ROMA NON LO POSSONO VEDERE)
      odiato non perchè sia bravo,
      ma perchè è una persona  che parla a sproposito...
      INSIGNIFICANTE!!!
    -materazziFIGLIOdiPUTTANA cioè l'idolo dei tifosi,
      praticamente l' "uomo" piu' ignorante che ci sia,
      uno che se ti deve dare un pugno,lo fa' quando sei di spalle 
      chiedere a Cirillo,o come hanno dichiarato tutti i suoi
      avversari ti riempie d'insulti tutta partita
      (Zidane ti doveva bucare lo stomaco) ma che appena gli ricordi
      il mestiere di sua madre fa' scenate...IBRIDO!!!!!
    -zingaro per te nessun commento ma solo un augurio:
      GIORGIONE pensaci tu.
     
    FORZA JUVE
    DOMANI
    NESSUNA PIETA':
    UCCIDIAMOLI!!!
    CIAO Nè!
     
     

    interTRISTI

    Mi vien da ridere se penso
    alla "CURVA NORD 69",
    generalmente sono dei leoni
    da ristorante
    quando si trovano in 5 contro 2,
    se poi hanno i coltelli fanno ancora piu' "paura"...
    Siete semplicementi ridicoli,
    avete preso tante di quelle botte da noi
    che ormai nemmeno ci si ricorda piu'...
    Qui di seguito rinfresco un po' la memoria:
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    DA SEMPRE
    E  PER SEMPRE:
    VI PICCHIAMO
    QUANDO
    VOGLIAMO!!!
     
    CIAO Nè!
     

    110 ANNI E NON SENTIRLI

    1-11-1897
    1-11-2007
    JUVENTUS
    110 e LODE
     
    LA STORIA
    SIAMO NOI...
    NESSUNO
    SI SENTA
    OFFESO!!!!!!