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certo che questo decreto è il massimo... arriviamo a modena e un vigile ci dice che per entrare negli ospiti bisogna avere il biglietto,e che per comprarlo bisogna andare in biglietteria che si trova praticamente a ridosso della "montagnani"... vendevano i biglietti del settore ospiti il giorno della partita'???ma non è vietato dal decreto? ora io dico che piu' facile creare "disordine" adesso rispetto prima,cmq bella serata a parte quei pinguini che si son lamentati per lo striscione,qualche anno fa' ne avrebbero prese di sberle, ma probabilmente tra un anno chi dice qualcosa come ieri (a tutto c'è un limite) ne prendera' di bottle! ciao a tutti ci si vede domenica
Gli Ultras pensano ad un referendu. Le curve italiane ci stanno lavorando compatte: l'idea è in fase embrionale, ma è stata già presentata sulla fanzine della tifoseria organizzata interista. Caravita, capo della curva nerazzurra: "Nulla è deciso, ma ci stiamo pensando" 22/02/2007 aggiunto da
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Milano, 22 febbraio 2007 - Gli ultras italiani ci stanno lavorando: un referendum per l'abrogazione delle norme sulla violenza negli stadi contenute nel cosiddetto 'decreto Pisanu' e nel recente decreto legge varato dal Governo (qualora fosse convertito in legge) dopo i fatti di Catania.
Se ne parla in questi giorni negli ambienti delle tifoserie organizzate e, per quanto l'idea - sostengono tutti - sia ancora alla "fase embrionale", è già 'urlata' sulla fanzine della curva nord dell'Inter, la pubblicazione che i gruppi organizzati della tifoseria nerazzurra distribuiscono durante le gare in casa dell'Inter.
"Vista l'impossibilità di aprire canali di dialogo con le istituzioni per trovare insieme delle misure correttive alla pianificazione dell'ordine pubblico" la curva nord, si legge nella fanzine distribuita ieri in occasione di Inter-Valencia, "ha deciso di sostenere con tutti i mezzi possibili un pool di avvocati" per indire "un referendum abrogativo di tutte le voci incostituzionali contenute nel decreto Pisanu rivisto ed accresciuto ultimamente di nuovi vergognosi punti che ledono palesemente i diritti non solo degli ultras ma dei cittadini tutti".
In particolare, gli ultras, si legge sempre nella fanzine della curva nord, punteranno "ad abrogare la facoltà concessa alle forze dell'ordine di applicare la 'diffida preventiva'. Altra proposta è quella di depennare nuovamente quello che in passato era definito 'oltraggio a pubblico ufficiale', provvedimento che nei fatti contribuisce non poco alla creazione di quello che è definibile un vero e proprio 'stato di polizia' non solo negli stadi ma anche per le vie delle varie città".
Al momento, Franco Caravita, capo storico della curva interista frena: "Nulla è ancora deciso, ci stiamo ragionando con le altre tifoserie italiane, ma l'idea di proporre il referendum c'è".
Tecnicamente le curve italiane, che sommano alcune decine di migliaia di persone, valutano di affidare il tutto ad avvocati che si occupino di stendere la proposta referendaria e soprattutto di mettere a punto la macchina organizzativa per raccogliere le 500mila firme necessarie a chiedere il referendum.
"Sono stato chiamato, è vero. Mi hanno chiesto se ci sono gli estremi per indire un referendum e per sapere come si organizza", spiega Lorenzo Contucci, avvocato di Roma che, tra l'altro, si occupa di diffide e processi ad ultras di molte tifoserie italiane. "Siamo a una fase ancora embrionale - spiega Contucci -, d'altronde, anche visto quello che sta accadendo al Governo, bisognerà vedere se il decreto legge sarà convertito. E' tutto in evoluzione, ma se ne sta parlando".
Un'operazione che le curve italiane, superando steccati e rivalità, stanno mettendo a punto senza tralasciare i dettagli organizzativi. Sempre sulla fanzine della curva nord si legge: "I portavoce ufficiali per tutto ciò che concernerà il referendum e la posizione del mondo ultras saranno gli avvocati del pool che dovranno ricevere delega da ogni singola tifoseria che manifesterà l'intenzione di collaborare con questo obiettivo".
E ancora: "Nessuna tifoseria dovrà mai figurare come portavoce ufficiale o promotore dell'iniziativa, mentre tutte le tifoserie a cui sarà data voce avranno l'opportunità di dare il loro contributo al fine di valorizzare il nostro mondo agli occhi dell'opinione pubblica nei termini in cui riterranno opportuno".
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Buffon: "Inter? I tifosi non vogliono"
23/02/2007 - di Sportal.it ; Fonte: www.sportal.it
 Gigi Buffon non ha ancora deciso quale sarà il suo futuro. "Non esiste ancora nessuna certezza su cosa farò il prossimo anno, ci stiamo vedendo con la società e stiamo discutendo. Non ho fatto ancora nessuna scelta, ma adesso la cosa più importante da fare è pensare al presente e tornare presto in serie A". Riguardo ad un suo trasferimento a Milano, sponda Inter: "Il vero cruccio dei tifosi sarebbe il mio passaggio in nerazzurro: credo che sarebbe una grossa delusione per loro, mi fermano per strada e mi dicono "Vai dove vuoi ma non all'Inter"!".
CALATO IL POKERISSIMO
Sarà stata la reazione al pareggio di Vicenza. Saranno state le parole di Deschamps alla vigilia. Sarà stato un Crotone arrivato a Torino ancora un po’ frastornato dal cambio dell’allenatore. Oppure, semplicemente, la Juventus ha fatto la Juventus. La gara con il Crotone, prima all’Olimpico dopo quasi un mese non ha avuto storia. Tre gol di vantaggio già al riposo (Nedved, Balzaretti, Del Piero), 5-0 alla fine con tris personale del capitano. In attesa che il Napoli giochi domenica, i bianconeri riprendono da soli la vetta. Con l’intenzione di mollarla più. Avvio sprint. Trezeguet pericoloso tre volte in un minuto intorno al 6’: un destro a lato e due colpi di testa sui quali prima Soviero e poi Espinal (sulla linea) mettono rimedio. Crotone tutto indietro a difesa dello 0-0. I bianconeri ci provano soprattutto dalle fasce con Camoranesi e Nedved ma è difficile trovare i varchi giusti. Anche i calci piazzati diventano un’arma importante per cercare di scardinare la retrovia calabrese. Da un corner, è l’attivissimo Trezeguet a tentare la sponda per Camoranesi che viene anticipato, poi botta di Birindelli su punizione, palla a lato. Dopo il primo quarto d’ora, anche gli ospiti si fanno vivi. Da un corner, Zamboni gira di destro ma non trova la porta.
Calci piazzati come arma in più. Puntuale conferma al 17’: dal corner di Camoranesi, la sfera giunge tra i piedi di Nedved che controlla e infila Soviero con l’aiuto di una deviazione. E’ il meritato premio per il forcing degli uomini di Deschamps. Al 23’, ancora un corner e ancora un gol. Questa volta da sinistra, Balzaretti centra ma il suo spiovente non viene toccato da nessuno e si insacca. E’ il primo gol con la maglia bianconera, il meno cercato ma ugualmente strameritato. C’è in pratica una sola squadra in campo e per poco non arriva il tris prima della mezz’ora. Contropiede Del Piero, Nedved, Trezeguet con girata volante del francese alta.
I bianconeri non mollano la presa, proprio come chiesto da Deschamps alla vigilia. Prima dello scadere, il tabellino della cronaca si arricchisce del cambio Zanetti/Paro (problema muscolare il toscano) e soprattutto con il tris. Stupendo: colpo di testa smarcante di Nedved per Balzaretti che alza testa e vede Del Piero, controllo del capitano e sinistro sul palo lontano. E’ il 3-0 che chiude il tempo, anche grazie a Soviero che evita un altro gol, ancora di Del Piero. Finisce così, negli spogliatoi rientra una delle Juventus più belle e spettacolari dell’anno.
Ripresa. Subito un cambio. Guido Carboni toglie Espinal e mette Cariello. Ma la prima azione è ancora bianconera con slalom ubriacante di Del Piero e tocco dentro per Nedved, ma la difesa sventa. La Juventus controlla la gara e per poco Camoranesi non inventa un eurogol con un “cucchiaio” dal limite finito alto. Intorno al 10’ si vede anche il Crotone. Prima è Buffon a far tutto: controllo errato su un retropassaggio e corsa ad evitare il più clamoroso degli autogol. Un attimo dopo il merito è tutto di Dionigi e della sua girata che scalda i guanti al portierone. Un piccolo calo di tensione che viene stoppato sul nascere. La reazione è strepitosa, come l’azione Del Piero-Balzaretti-Camoranesi conclusa tra le braccia del solito Soviero, il migliore dei suoi nonostante il tris. Entra Veron per Piocelle, ora sono due i cambi ospiti. E per poco non sono quattro i gol bianconeri: Trezeguet si presenta a tu per tu con Soviero e colpisce il palo.
Poker rimandato di un minuto. Del Piero parte come un treno palla al piede, Trezeguet gli apre un varco un taglio da manuale e il capitano insacca. Deschamps effettua il suo classico cambio: Marchionni per Camoranesi. Per il nuovo entrato subito in dote un assist per Trezegol la cui girata è deviata da Soviero. Ormai è una sfida aperta tra il francese e la porta calabrese e anche una splendida girata al 24’ finisce alta. A sfiorare il quinto gol ci prova anche Del Piero: palla a lato dopo un altro slalom.
Carboni toglie Giampaolo per Lopez e Del Piero firma il tris personale. Minuto 35’, sponda di Trezeguet e destro vincente del capitano per il 5-0. Entra anche Boumsong, al posto di Zebina.
JUVENTUS-CROTONE 5-0 (3-0)
RETI: 17’ pt Nedved, 23’ pt Balzaretti, 44’ pt, 20’ st e 34’ st Del Piero
JUVENTUS: Buffon; Birindelli, Zebina (37’ st Boumsong), Chiellini, Balzaretti; Camoranesi (22’ st Marchionni), Zanetti (40’ Paro), Giannichedda, Nedved; Del Piero, Trezeguet. A disposizione: Mirante, Piccolo, Zalayeta, Bojinov. All. Deschamps.
CROTONE: Soviero; Maietta, Fusco, Zamboni, Morabito; Espinal (1’ st Cariello), Tisci, Piocelle, Sedivec; Giampaolo (33’ st Lopez), Dionigi. A disposizione: Pagotto, Bonomi, Borghetti, Veron, Palmieri. All. Carboni.
ARBITRO: Damato di Barletta ASSISTENTI: Battaglia e Benedetto QUARTO UOMO: Gallione
NOTE: spettatori 15.508 per un incasso di € 236.231,50.
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GRANDE CURVA NORD, NOI NON MOLLIAMO
NESSUNA REPRESSIONE FERMA LA PASSIONE
SEMPRE AVANTI è :
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I video registrano il daspo da spinello tra migliaia di immagini Genova. Vedono proprio tutto. E le telecamere del "Gos" potrebbero "laureare" i primi due Daspo per droga. Le immagini, nitide, "pinzano" un paio di ultrà mentre preparano uno spinello con accuratezza e poi lo fumano. Le disposizioni "Amato"vietano l'introduzione e l'uso di droga negli stadi, pena denuncia e Daspo. La procedura è avviata. In futuro con le 52 telecamerine dei tornelli, sarà ancora più semplice individuare i responsabili di eventuali incidenti non solo con l'incrocio dei dati, ma con l'esame delle immagini e dei particolari, per esempio, dell'abbigliamento, di una felpa o delle scarpe. Ieri hanno protestato una trentina di abbonati rimasti fuori. Avevano comunicato ieri alla sede Samp (chiusa) via fax o mail che al posto dei titolari sarebbero andati altri allo stadio. Ma la Samp non ha girato le variazioni, quindi in assenza di registrazione elettronica della sostituzione, non si entra. Lo dispone senza deroga sia il nuovo decreto, sia la Questura. Ed è dalle piccole cose che si capisce se si prova a fare sul serio o no. ( IL SECOLO XIX )
CHE DIRE... VIVIAMO IN UN PAESE DOVE NON ESISTE IL BUON SENSO E I CRIMINALI VERI SON IN GIRO TRANQUILLAMENTE!!!! VERGOGNA!!!!
Juve, a Vicenza il grido ultrà "Della partita ce ne freghiamo" 200 tifosi senza biglietto hanno seguito la Juve Senza biglietto fuori dal Menti "Saremo sempre con la squadra" 11/02/2007 aggiunto da la stampa
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GUGLIELMO BUCCHERI, INVIATO VICENZA Cinque casacche arancioni, un fotografo e Buffon che riapre il gioco senza sonoro. La curva nord del piccolo stadio Menti è chiusa ai tifosi bianconeri perchè così vuole il decreto Pisanu e perchè così sarà d’ora in poi in tutti gli stadi d’Italia. «Noi della partita ce ne freghiamo...», urlano i 200 ultras di tre gruppi storici del tifo juventino mentre sul piazzale spunta un pallone. Sciarpe, bandiere, megafono, ma niente petardi o fare minaccioso: è la radiolina a raccontare gli urrà di Palladino e Del Piero. «Abbiamo il compito di non perderli di vista, nessuna voglia di vendetta, nessun rancore. Se pensano che ammazzando uno di noi sconfiggono lo stato, si sbagliano». I ragazzi del nucleo antiterrorismo della guardia di finanza controllano il piazzale dove gli ultras rincorrono il pallone. La partita, per loro, è questa. Una sfida virtuale e basta. «Sono arrivati in macchina, quattro o cinque per vettura. Non abbiamo fatto altro che raccoglierli qua in attesa che passi il pomeriggio: non hanno il biglietto perchè non possono averlo», ci spiega il responsabile dell’ordine pubblico.
Segna Palladino, il boato degli assenti è solo accennato. Segna Del Piero, gli applausi sono lontani. «Se ne sono andati suonando il clacson come un carnevale, ora in autostrada avranno saputo del due a due», così uno steward all’ingresso. Già, il piazzale della sfida virtuale è vuoto dalle 16 e 20 circa, da quando comincia l’assalto dei biancorossi di casa. Le tribune del Menti fanno registrare il tutto esaurito meno mille, la quota tagliandi bruciata dal decreto anti-violenza. Fuori, non c’è più nessuno. Dentro parte il coro «devi morire» quando Pavel Nedved stramazza al suolo. C’è la dirigenza bianconera al gran completo; c’è Lapo che racconta della sua immensa tristezza alla notizia della follia di Catania («Ero in America, ne parlavano tutti i notiziari») prima di augurasi che «qualcosa finalmente cambi». La Juve gioca senza i propri tifosi e, lontano da casa, è una novità assoluta: qualcuno sulla tribuna alla destra della curva vicentina porta addosso la sciarpa bianconera e diventa l’ombelico del mondo. Il settore ospiti è sparito. Cinque casacche arancioni e un fotografo più il portiere di turno che fa ripartire il gioco: la trasferta esce di scena. «Dovevamo costruire il primo mattone, avevo spiegato ai ragazzi che con la Juventus si trattava solo di una partita». Da Deschamps nessun avviso ai naviganti era partito, ma, spiega Palladino, «in campo ci siamo rispettati anche e soprattutto perchè qualcosa deve cambiare».
Centocinquanta ragazzi delle forze dell’ordine hanno controllato 200 ultras che giocavano a pallone. La prima della Juve senza tifosi organizzati al seguito è finita così.
TRASFERTA "ATIPICA", SEMBRA CHE SOLO NOI SIAMO IL PROBLEMA DI QUESTO PAESE,PERCHè NON VANNO NELLE DISCOTECHE??? PERCHè LI' BISOGNA COMPILARE VERBALI, PERDERE TEMPO DENUNCE E CAZZI VARI, MENTRE AGLI ULTRAS GIU' BOTTE TANTO LA COLPA è SEMPRE LORO!!!
NESSUNA REPRESSIONE SPEGNE LA PASSIONE
ULTRAS LIBERI...LIBERI DI VIVERE ULTRAS
http://arditi-juventus.it/downloads/arditi%20a%20vicenza.swf
QUESTO IL LINK E CHI MI CERCA MI TROVA, CIAO Nè!
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COMUNICATO
Il decreto Pisanu ha fallito perché è mancato il confronto con chi sta al centro del problema … i Tifosi. NON RIPETETE L’ERRORE !!! Non si possono argomentare delle proposte di legge senza conoscenza specifica delle problematiche esistenti all’interno del mondo del Tifo.
La chiavi della risoluzione delle problematiche inerenti la violenza sono legate a diversi aspetti:
1 Prevenzione frutto di una concreta pianificazione della gestione dei trasferimenti e dei trasporti dei tifosi nel rispetto dei diritti e delle esigenze che essi hanno. Oggi ai tifosi organizzati vengono imposti trasferimenti da deportati, impossibilità di ottenere servizi per approvvigionarsi di cibo e bevande e soprattutto tempi d’attesa entrata/uscita dagli impianti sportivi tale spesso da impedire addirittura di assistere all’inizio degli incontri per cui si paga regolare biglietto, tutto questo induce inevitabilmente all’inasprimento dei rapporti con le forze dell’ordine che fattivamente impongono dette regole disumane. Oggi spesso e volentieri la pianificazione dei trasferimenti dei tifosi viene improvvisata da funzionari senza cognizione di causa.
Cosa fare … Ripristino e sostegno delle trasferte organizzate con treni a prezzi ridotti a beneficio di una facilitazione nell’attuare le strategia per accogliere e separare i tifosi specie negli incontri tra tifoserie divise da conclamate rivalità (proposta già condivisa in passato dalle stesse forze di polizia)
Cosa NON fare … Annullare le trasferte dei tifosi sarebbe, oltre che inattuabile, controproducente in quanto chi prova il desiderio di sostenere la propria squadra in trasferta sarà costretto ad acquistare biglietti per settori dove si troverà a diretto contatto con la tifoseria avversaria con gli evidenti rischi conseguenti.
2 Dimenticare il “modello inglese” in quanto come dimostrato dalle statistiche britanniche non ha sortito altro effetto se non quello di spostare il problema all’esterno degli impianti sportivi (i 2 tifosi morti durante scontri tra supporters rivali negli ultimi anni lo testimoniano ampiamente), un politico che voglia veramente adoperarsi per il bene della collettività non può mirare a spostare un problema ma certamente a risolverlo. La realtà ampiamente documentabile del “felice” modello britannico è che i tifosi ancor oggi organizzatissimi, trovano nelle stazioni e nelle trasferte internazionali i nuovi campi di battaglia e sono ben lungi dalla resa.
Cosa fare … Ricondurre i giovani ai modelli d’educazione sportiva già contemplati dai programmi ministeriali scolastici ma che non vengono attuati a causa della scarsa considerazione attribuita all’educazione fisica nelle scuole.
Cosa NON fare … Vietare striscioni ed espressioni coreografiche che sono invece espressione della forza aggregante e costruttiva che unisce i Tifosi.
3 Responsabilizzazione dei gruppi organizzati al fine di contribuire essi stessi ad adoperarsi per prevenire tutti quegli atteggiamenti che possono penalizzare le società per cui si tifa.
4 Attuazione di una politica di monitoraggio dell’informazione sportiva atta a reprimere ogni forma di strumentalizzazione della notizia e spettacolarizzazione di atti violenti o polemiche “sportive”. Le trasmissioni televisive sono oggi infestate da estremisti della provocazione che mascherati da opinionisti giocano con gli affetti dei Tifosi manipolando immagini e notizie a proprio piacimento con l’effetto di esasperare gli spettatori col solo scopo di “far audience” con la logica che nel bene o nel male l’importante è che se ne parli (vedi moggi in tv) e che dimenticano come i Tifosi memori di questa o quella provocazione mediatica riversano poi il proprio risentimento negli stadi.
Cosa fare … Sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo aggregante e socializzante che ricoprono le Curve per i giovani invitando i rappresentanti delle Curve stesse a farsi promotori dei principi sui quali dovrebbero fondarsi ovvero il sostegno dei propri colori espletato a mezzo delle coreografie e della voce.
Cosa NON fare … Criminalizzare gli Ultras riconducendo ad essi le responsabilità di ogni evento violento di cui spesso essi stessi sono invece vittime. LA CRIMINALIZZAZIONE CREA CRIMINALI COME HA INSEGNATO CATANIA MENTRE I VERI ULTRAS HANNO A CUORE PIU’ D’OGNI ALTRO TIFOSO IL BENE DELLA PROPRIA SQUADRA E NON SI ADOPERANO CERTO PER PENALIZZARE O LEDERE LE PROPRIE SOCIETA’.
5 Verifica Immediata delle reali cause relative i motivi che hanno portato al decesso dell’ispettore di polizia di Catania. Come documentato da diverse emittenti nazionali nella giornata successiva i fatti di Catania, (vedi intervista al dottor Sergio Pintaudi al tg1 delle 13.30 del 3 febbraio http://www.youtube.com/watch?v=Cfhf-Na7RNk) la morte dell’ispettor Raciti sarebbe conseguenza degli effetti del trauma prodotto da un oggetto metallico cilindrico che ha impresso sulla pelle una impronta a forma di stella e dell’inalazione di gas adoperati dalle stesse forze di polizia. Fatto che dovrebbe eventualmente indurre una profonda riflessione prima di proporre eventuali soluzioni.
6 Ricondurre la discrezionalità del Questore nella commissione del DASPO ….in quanto il Decreto Pisanu ha di fatto creato le premesse per rendere gli stadi uno “stato di polizia” dove a chi dovrebbe tutelare l’ordine pubblico vengono attribuite funzioni “giuridiche” con la facoltà di proporre provvedimenti Daspo nei confronti di chiunque a prescindere dall’accertamento delle responsabilità.
Cosa fare … Utilizzare per la commissione dei provvedimenti di divieto d’accesso allo stadio una procedura garantista e mutuata dalla l. 1423/56 (legge quadro per le misure di prevenzione) al fine di far si che il Questore, sulla scorta dei verbali degli operatori di Polizia presenti allo stadio, proponga all’autorità giudiziaria (Giudice per le Indagini Preliminari) l’adozione del provvedimento interdittivo. E questi decida in autonomia ma fissando un vero contraddittorio con un’udienza a cui possa partecipare anche il tifoso interessato ed il suo legale di fiducia. Adottato un sistema sufficientemente garantista, poi, si può tranquillamente discutere anche sull’aumento della durata massima del provvedimento o sulle modalità di osservanza dello stesso (al posto dell’attuale firma in questura in occasione del match, permanenza per tutti i 90’ della partita all’interno del commissariato di pubblica sicurezza).
Cosa NON fare … Distribuire provvedimenti d’inibizione d’ingresso negli stadi come avviene oggi gratuitamente, senza discernere le singole responsabilità e senza concedere diritto di difesa a coloro che ne vengono fatti oggetto con l’effetto di creare le premesse per far si che il “naturale” rancore di chi viene colpito ingiustamente trasformi il medesimo in un violento futuro. Ed ancor di più svincolare i DASPO dal fatto- reato e riesumare forme di pericolosità- presunta espunte dal nostro ordinamento da decenni.
Sono anche nel web,troppo international!!!
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Un saluto a tutti i goBBi
ci si vede nella mischia
CIAO Nè!
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